L'Ottava meraviglia del mondo: L'INTERESSE COMPOSTO

Albert Einstein affermava: "Chi lo capisce, lo guadagna. Chi non lo coglie, lo paga".  Provare per credere!


Tutti abbiamo sentito parlare di tasso d’interesse e il termine è entrato ormai nell'uso comune. Ma siamo sicuri di conoscerne veramente il significato e di avere un’idea chiara di come funziona?

Non proprio, almeno stando all'Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2018, realizzata come ogni anno dal Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Enaudi: alla domanda «Supponi di investire 100 euro, con un interesse del 2% all'anno. Quanto pensi si guadagnare in cinque anni? », un terzo degli intervistati risponde 102 euro o meno oppure non è in grado di fornire una risposta. 

A questo punto urge fare chiarezza!!!!

In qualsiasi operazione d’investimento, la valutazione può essere fatta considerando quattro fattori:

  • La somma inizialmente investita (CAPITALE)
  • La somma ottenuta alla fine (MONTATE = CAPITALE + INTERESSI)
  • il periodo di detenzione dell’investimento (TEMPO)
  • la remunerazione ottenuta (TASSO D'INTERESSE)

Dal punto di vista matematico, queste variabili si legano tra di loro in diversi modi, detti regimi. I più noti sono il regime di capitalizzazione semplice ed il regime di capitalizzazione composta.

Nel regime di capitalizzazione semplice, gli interessi sono INFRUTTIFERI e non generano nuova remunerazione per l’investitore: se ipotizziamo un capitale di 100 euro ed un tasso di interesse del 3%, dopo un anno all'investitore spettano 3 euro. L’anno successivo il tasso d’interesse viene calcolato sempre sul capitale iniziale, generando nuovamente una remunerazione di 3 euro, e così via.

Fin qui tutto sembra abbastanza lineare. Le cose si complicano quando entra in gioco la capitalizzazione composta degli interessi. Einstein l’ha definita la più grande scoperta matematica di tutti i tempi e l’ottava meraviglia del mondo!

Nel regime di capitalizzazione composta, invece, gli interessi sono FRUTTIFERI: in pratica, vanno a sommarsi al capitale inizialmente investito; linteresse composto è quello che invece di essere pagato (o riscosso) va ad aggiungersi al capitale, divenendo anch'esso produttivo di interesse (in altri termini, anche l’interesse genera interesse). . Nell'esempio di prima, il secondo anno il 3% viene calcolato su un capitale di 103, non più di 100, generando un interesse di 3,09 euro, e così via.

Perché è importante?

Formule matematiche a parte, tutto questo ha ripercussioni importanti sulla nostra vita quotidiana: significa che un capitale investito, sul lungo periodo, può aumentare notevolmente grazie alla capitalizzazione composta dei tassi di interesse, fruttando all'investitore un significativo guadagno

Tradotto: iniziare a investire presto è un’ottima idea!


Giorgia dispone di 100.000 euro da investire, con un orizzonte temporale di 20 anni. Se consideriamo un tasso di interesse del 4%, in regime semplice Giorgia otterrebbe un montante finale di 180.000 euro. In regime composto, il montante finale sarebbe pari ad oltre 219.000 euro. Quasi 40.000 euro di differenza, generati solo dalla scelta di non utilizzare gli interessi ma di reinvestirli, facendoli diventare fruttiferi.

La conoscenza di queste semplici regole, ci rende più ricchi...per tutto il resto c'è il tuo consulente finanziario.

Provare per credere!


 























La scarsa comprensione di fenomeni finanziari relativamente semplici riduce la capacità dei risparmiatori di intraprendere scelte di investimento consapevoli, confrontando alternative diverse sulla base dei rischi e dei rendimenti connessi.