IL RENDIMENTO CERTO ESISTE!

Hai capito bene! e ti dirò di più: è molto alto, sicuro e in certi casi inestimabile.


Quale tasso di rendimento vorresti?? Il 5% "sicuro" o poco rendimento ma garantito!


Beh... se hai cliccato su questo nuovo articolo, con la speranza di trovare le risposte a questa domanda o schemi/prodotti che esaudiscono le tue aspettative di performance, chiudi e goditi il weekend. Se, invece, vuoi essere consapevolmente informato e hai la curiosità di migliorare "sempre" le tue conoscenze, su una cosa che ti sta sicuramente a cuore...i tuoi soldi, allora continua a leggermi.

Giusto per partire forte IL RENDIMENTO GARANTITO NON ESISTE, chi lo propone o lo afferma mente spudoratamente, e permettetemi la battuta "vende al mercato della frutta... ACCATTATEVILL!!"

L’attenzione di chi investe è sempre calamitata dal rendimento nominale. Specialmente nelle operazioni finanziarie più semplici, il tema dominante rimane uno: il tasso. Il “quanto mi dai”. Ciò che davvero conta per chi investe dovrebbe essere, invece, il rendimento reale.

Rendimento reale = rendimento nominale – inflazione

Il rendimento nominale è il rendimento facciale, equivale al tasso "eventualmente" riconosciuto in alcune operazioni finanziarie (conti depositi, libretti di risparmio, certificati, obbligazioni a tasso fisso, ecc...). Questa remunerazione, tuttavia, non è ciò che l’investitore ottiene realmente: il suo potere d’acquisto dipende infatti anche da un altro parametro, l’inflazione. Se ti viene offerto un elevato tasso (rendimento nominale) in presenza di un sensibile aumento del costo dei beni e servizi (Inflazione), il tasso di rendimento REALE (rendimento reale) si riduce. Potrebbe azzerarsi, o peggio diventare negativo, consumando sia la ricchezza e chi la detiene (quest'ultimo sono sicuro almeno nell'animo). 

Il che spiega perfettamente le nostalgiche affermazioni di molti italiani, i quali ricordano con inossidabile fierezza i “bei tempi in cui il BOT rendeva il 16%”, dimenticando un’inflazione vicina o talvolta addirittura superiore al 20%.  Ovvero: 

Questo concetto, apparentemente semplice, è invero trascurato dalla maggior parte dei risparmiatori i quali tendono a preferire rendimenti nominali positivi, seppur in presenza di inflazione ancor maggiore, piuttosto che rendimenti nominali nulli in assenza di inflazione.

Possiamo dedurre ora 2 considerazioni: 

  • la prima ci conduce ad un risultato, o meglio ad una grande risposta: il rendimento reale rimane una stima e non può mai essere certo, e sicuramente non GARANTITO. 
  • la seconda, che all'investimento non c’è alternativa, se vuoi mantenere almeno inalterato il tuo potere d’acquisto reale. Pertanto, chi non spende i propri quattrini nel breve termine ha una delle poche certezze finanziarie assodate: se non li investe, è destinato a perdere soldi. 

Quindi il rendimento atteso che, caro risparmiatore, puoi ottenere  è quello pagato dai mercati finanziari. 

Il rendimento atteso  del portafoglio dipende dagli ingredienti che lo compongono: ogni attività finanziaria restituisce, in determinati orizzonti temporali, un premio al rischio a chi è disposto a correrlo, statisticamente quantificabile. 

Non c’è trucco, né inganno. Non esistono scorciatoie né algoritmi magici. Ci sono solo numeri, verificabili da chiunque. 

Se sei arrivato fin qui nel leggermi allora posso svelarti che il vero rendimento di cui hai bisogno esiste. E' certo, sicuro ed è quello generato dalle competenze di un bravo consulente. 

Hai capito bene! e ti dirò di più: è molto alto, in certi casi inestimabile: non mette al centro i mercati, ma il cliente.

Dimmi quanto vale per te:

  •  essere finanziariamente tranquillo: ti sei mai chiesto «quanto vali»? Accadesse qualche imprevisto, di quanto ci sarebbe bisogno per garantire serenità finanziaria?
  •   non dilapidare ricchezza per curarti, quando sarai vecchio: nel 2017, gli italiani hanno speso privatamente 40 miliardi di euro, non rimborsati dal SSN, per esami e visite. 
  • fregartene della pensione che (non) prenderai, perché te ne sarai già fatta una: ti sei mai chiesto «con quanto andrò in pensione»?
  • non subire alcun contraccolpo dal fallimento della banca/azienda che ti aveva suggerito di comprare il prodotto "sicuro e garantito", perché hai evitato il rischio specifico
  • assicurare un percorso di studi di livello ai tuoi figli: per ogni genitore, il desiderio di consentire che i propri figli abbiano opportunità in passato precluse è, fortissimo e naturale 
  • decidere a chi andrà la tua ricchezza quando non ci sarai più, senza farlo decidere allo Stato, fiscalità compresa
  • impostare strategie di risparmio fiscale: la tassazione delle rendite finanziarie è materia assai complessa, nella quale il supporto di un consulente finanziario è determinante per ricercare, individuare ed inserire in portafoglio soluzioni efficienti.

Quanto vale, alla fine, questo rendimento? Qual'è il suo valore?

Esistono molte indagini che provano a quantificare il contributo della consulenza in termini di rendimento.

Alcune  arrivano a stimarlo nell'ordine del 3-4%, soprattutto grazie ai comportamenti che il cliente adotterebbe supportato da un bravo consulente. Altre indagini confrontano la differenza di ricchezza, dopo un certo periodo, tra chi fa da sé e chi ha ricevuto assistenza professionale.

In conclusione posso affermarvi che nella maggior parte dei casi il rendimento generato dal consulente finanziario non è quantificabile con precisione matematica... 

perché il valore di chi aiuta a individuare, programmare e realizzare i progetti di vita delle persone, e protegge ciò che per loro è più importante è INESTIMABILE!!